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Sincronicità e inconscio collettivo. Me lo sentivo…

Sincronicità e inconscio collettivo. Me lo sentivo… - Entanglement e sincronicità. Edizioni PensareDiverso

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Sincronicità e inconscio collettivo. Me lo sentivo…

SINCRONICITA’ E INCONSCIO COLLETTIVO

Oltre la conoscenza razionale


La sincronicità è un fenomeno diffusissimo, studiato da Carl Jung, di cui tutti possiamo essere testimoni. Esempio classico: vedo in sogno un amico dimenticato da anni, e il giorno dopo lo incontro per strada.
La sincronicità è il legame misterioso che unisce due o più fatti, assolutamente privi di ogni collegamento. Ciò rende il fenomeno non inquadrabile scientificamente.
La scienza attuale è basata sul principio di causa- effetto: qualunque fatto accade perché qualche altro fatto lo ha causato. Cioè, un aggregato di materia (sasso, albero, persona) compie un’azione che SUCCESSIVAMENTE nel tempo genera un’altra azione, e così via, in una successione che necessita di MATERIA e TEMPO.

Fatti scollegati tra loro nel tempo e nello spazio diventano sincronici quando attribuiamo loro un senso
La sincronicità non ha bisogno di materia e tempo, le cose accadono senza nessun collegamento. Due fatti assolutamente scollegati tra loro nel tempo e nello spazio diventano sincronici quando noi attribuiamo loro un SENSO, cioè un collegamento talmente evidente, per noi, da rendere impossibile l’evenienza che si siano verificati solo per caso. .
Nei suoi studi Jung valuta come sincronici i fatti che vanno oltre i limiti della statistica, cioè fatti che si verificano in quantità superiore a quanto ci si aspetterebbe se si trattasse di semplici “casi”.

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La prima parte (Le intuizioni) tratta la realtà illusoria e l’esistenza di un livello di coscienza trascendente la materia. La seconda (Le conferme) descrive il cammino della fisica quantistica dall’esperimento della doppia fenditura di Thomas Young, alla conferma dell’Entanglement. La terza (Le prospettive) descrive le teorie di David Bohm sul potenziale quantico e sull’universo olografico...   DI PIU'
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Gli archetipi non sono né buoni né cattivi, semplicemente esistono
Ma dove nascono le sincronicità? Che cosa fa sì che, il giorno prima di incontrare un amico, io lo veda in sogno?
Jung ha teorizzato l’esistenza di un inconscio collettivo, cioè uno “spazio” universale e comune a tutti, al quale tutti siamo collegati. In questo spazio vivono gli archetipi, idee e concetti comuni alla creazione intera, che possono riversarsi nella nostra coscienza.
Gli archetipi non sono né buoni né cattivi, semplicemente esistono.
Molti si sono esercitati a dare un nome e a personalizzare l’inconscio collettivo. Il mio amico Paolo Quagliarella nel suo libro “Astrologia. Perché funziona?” (a mio parere, il titolo non rende giustizia ai contenuti interessantissimi), cita Margenau: “E’ la Mente Una o Mente Universale, il “Tao, Logos, Brahman, Atman, l’Assoluto, Mana, SpirIto Santo, Weltgeist, o semplicemente Dio””
All’inconscio collettivo attingiamo ogni volta che un’esigenza, un dubbio, un momento di sofferenza particolare della nostra vita ci fanno abbassare i livelli di guardia sicché ci apriamo ad ogni aiuto e ogni novità. Cioè, i fenomeni di sincronicità non si verificano sempre, ma (più spesso) quando ne abbiamo bisogno.

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Dall’inconscio collettivo un “Regista” indirizza gli archetipi verso le coscienze individuali

Ma esiste anche un collegamento più elevato: dall’inconscio collettivo un “Regista” indirizza gli archetipi verso le coscienze individuali per guidare l’umanità verso livelli superiori di conoscenza.
Straordinariamente, non stiamo esprimendo concetti religiosi: anche l’attuale fisica quantistica, di fronte al comportamento delle particelle elementari, deve riconoscere che esiste qualcosa che guida l’universo, uno “spazio” dove le cose non avvengono come un gioco di causa-effetto che vede protagonisti solo la materia, il tempo e lo spazio, ma ci sono comportamenti impossibili senza considerare un legame universale che prescinde da tempo e spazio (vedi l’entanglement).

Sono stati scritti fior di libri su questo argomento. La spiegazione data qui è stringatissima, certamente approssimata, ma spero che sia servita a rendere l’idea. Se poi vorrete approfondire fate riferimento ai molti libri pubblicati sull’argomento, qualcuno indicato qui sotto.

Sincronicità, il legame tra fisica e psiche, da Pauli e Jung a Chopra. Massimo Teodorani, Macro Edizioni.
Sincronicità. Un connubio tra materia e psiche. F. David Peat, Magi Edizioni.
Astrologia. Perché funziona? Paolo Quagliarella, Amazon Libri

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