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Le menti illuminate, gli ultimi giapponesi e lo stridulo coro delle bertucce

Einstein e la telepatia. Le menti illuminate, gli ultimi giapponesi e lo stridulo coro delle bertucce. - Entanglement e sincronicità. Edizioni PensareDiverso

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Einstein e la telepatia. Le menti illuminate, gli ultimi giapponesi e lo stridulo coro delle bertucce.

ANTOLOGIA-2
Le menti illuminate, gli ultimi giapponesi e lo stridulo coro delle bertucce
EINSTEIN E LA TELEPATIA


Nel 1930 lo studioso Upton Sinclair pubblicò una delle sue opere più famose, Mental Radio, nella quale descriveva gli esperimenti fatti nel campo della telepatia. Pochi sanno che l'edizione tedesca comprendeva una prefazione scritta da Albert Einstein che iniziava con queste parole: “Ho letto con grande interesse il libro di Upton Sinclair e sono convinto che sia meritevole della più grande considerazione”.
Una mente illuminata non esclude nulla a priori
Queste poche parole di Einstein sono un chiarissimo esempio di che cosa possa distinguere uno scienziato dalla mente luminosa dalla massa delle menti mediocri. Einstein fu sempre animato da profonda curiosità e sete di sapere. Non escludeva nulla a priori, ma in ogni caso non rinunciava a indagare, a sperimentare. Questo lo ha portato a elaborare teorie, come la relatività, che nessuno aveva immaginato e in cui nessuno avrebbe creduto se non uno come lui, una mente libera dai pregiudizi.

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Pur se dubbioso, Einstein progettò l’esperimento EPR

Con lo stesso criterio Einstein, pur non condividendo le implicazioni della fisica quantistica, non la rigettò a priori ma ideò l’esperimento EPR per verificare quanto ci fosse di reale anche al di là di ogni ipotesi credibile.  Proprio grazie a questa possibile apertura di Einstein fu possibile, nel 1980, realizzare praticamente l’esperimento EPR (rivisitato  da Bell) che fornì la prova definitiva dell’entanglement delle particelle elementari.
Allo steso modo il nobel Wolfgang Pauli non disdegnò la collaborazione con lo psicoterapeuta Carl Gustav Jung nella elaborazione della teoria della sincronicità.

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Ultimi giapponesi e stridule bertucce
A queste (e molte altre) menti illuminate si contrappongono gli ultimi giapponesi del materialismo, che insistono nel negare l’evidenza e si arrampicano sugli specchi di argomentazioni assurde per negare ancora l’esistenza di un livello della realtà in cui tutte le regole della fisica classica non valgono più, e non esistono più tempo e spazio. Dunque, un livello assolutamente liberato dai vincoli della materia. Possiamo dire un livello psichico?
Esiste infine il coro delle bertucce che criticano e insultano chi parla di connubio tra psiche e materia. Lo fanno tanto per passare il tempo, senza sapere perché lo fanno, senza opporre argomentazioni ragionate, ma solo stridii sgraziati. Ovviamente gli ultimi giapponesi vanno rispettati perché difendono le oneste convinzioni di una vita, su cui magari hanno anche costruito carriere e successi. Ma le bertucce che strillano senza sapere perché, fanno decisamente un po’ pena, anzi molta pena.

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